Anna Maria Gargiulo

IL VIAGGIO DELL’ANIMA

Forse son morta forse son morta

 

È che non sento più il dolore

che dall’aria giungeva in pulviscolo

al diaframma del cuore e soffrivo.

Forse son morta, ho pensato

 

Forse son morta forse son morta

 

come in sogno, senza sgomento

tanto è forte l’odore di terra

di foglia caduta nel macero.

Resiste la fibra, più forte di prima

 

Forse son morta forse son morta

 

trasmuta la luce di seta del giorno,

ora è scorza legnosa sporca di

terra e cammina, cammina

nell’oscuro sentiero scavando

 

Forse son morta forse son morta

 

continua il viaggio segreto dell’anima

ora che scavo la terra senza fatica

ora che son fatta radice.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Il viaggio dell'anima” di Anna Maria Gargiulo

 

Simbolico, rituale e sapienziale il verso ritornante della Gargiulo è processo apotropaico che esorcizza

la morte e viaggio alchemico, di coappartenenza dell’uomo alla natura, da un descensus ad inferos,

al grembo della terra e alla mortificazione della nigredo, che reintegra il dolore della differenziazione e della finitudine della coscienza allo stato inconscio e indifferenziato dell’abbraccio ontico alla materia madre. È un cammino individuativo che integra inconscio e coscienza, per una nuova alba di vita.

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