Beatrice Moggi

Beatrice Moggi, Tempesta sedata.jpg

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Tempesta sedata” di Beatrice Moggi

 

Le sfumature della Moggi sono la tensione dal luogo materiale dell’effimero al luogo spirituale dell’eterno. In omaggio alla parabola evangelica, l’artista affronta la tempesta dell’inconscio e della paura, sedata con la forza della fede, ritrovata nel luogo umano stesso: errante luogo indicale della verità. L’uomo, sebbene non possieda la visione diretta del sole, come l’aquila della coscienza assoluta, è creativo latore di senso in divenire, speranza, anelanza e tropismo sensibile alla luce divina sorgente.