Enzo Crispino

Aridi occhi

Spoglio è lo sguardo

all’albore

Non oltre si posa

Rifugge

dal verone l’orizzonte

Nell’etra

si dissipa

Agognano

avidi i miei occhi

Brama la fame

di saziare l’arido lume.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Aridi occhi” di Enzo Crispino

 

Riarsa, divelta e dolente la parola del Crispino è ascolto della solidità della coscienza chiusa nella definizione del luogo egoico e del sapere. Il poeta anela al viaggio odisseico che riconosce la meta nel cammino stesso, nell’umano tendere in apertura al mondo, perché il vero valore dell’essere è il senso, che solo gesta l’incontro, la condivisione, la reintegrazione del singolo alla totalità del mondo, la sintesi degli opposti, per il divenire madido degli occhi e dei saperi al sempre nuovo risorgere della coscienza dall’inconscio.