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Aase Birkhaug

Aase Birkhaug, Princess of Roses.jpg

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Princess of Roses” di Aase Birkhaug

 

Il cromatismo pittorico della Birkhaug effonde la sinestesia della continuità di figura e di sfondo, per un avvolgimento materno e grembale dell’ambiente, su cui il fruitore possa proiettarsi psicoaffettivamente, in una indistinzione sensoriale ed epidermica, per un viaggio di catarsi emotiva. L’elezione della rosa è atto che sboccia il cuore, come la profondità inconscia del senso comune, universale e archetipico del vivere, che fiorisce nella rinnovata coscienza. L’arte gesta i suoi figli dal grembo di un cuore intimo e amabile, a trovare il sentimento di unità della totalità della vita.

Criticism in semiotic aesthetic method of the artwork “Princess of roses” by Aase Birkhaug

 

Birkhaug’s pictorial chromatism dispenses synaesthesia both in continuity of figure and background, to create a maternal and womb-like enveloping of the environment onto which the viewer can psycho-affectively project (themselves) himself, in a sensorial and epidermal fusion, for a journey of emotional catharsis. The election of the rose is an act that causes the heart to blossom, like the unconscious profundity of the universal and archetypal common sense of living, which flourishes in renewed consciousness. Art gestates her children from the womb of an intimate and loving heart, to find the sentiment of unity in life’s totality.

Prof. Tony Brophy’s translation

Aase Birkhaug, Golden Abstract Easter Roses.jpg

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Golden Abstract Easter Roses” di Aase Birkhaug

 

Il profondo simbolismo pittorico della Birkhaug coglie l’emblema stesso della manifestazione sbocciante della deità: la rosa.  Il labirinto circolare e concentrico dei petali converge l’apparenza materiale della totalità nella sua sublimazione spirituale all’unità. I quattro elementi della materia liberano nell’astrazione la quintessenza alchemica: è l’esistenza che affronta e supera il calvario mortificante della croce alle spine della rosa, che trasforma l'amore profano in amore divino, che vince la nigredo di morte nella resurrezione pasquale. È la partecipazione dell’io alla totalità integrata del Sé, nell'oro divino e filosofale del sole di una rinnovata coscienza.

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