Adriana Nisticò

Parlerò di te

  Parlerò di te in riva al fiume,

affiderò i miei pensieri alle sue acque,

ma il loro scorrere

le renderà sempre diverse

e, i miei pensieri disgiunti,

raggiungeranno il mare.

Parlerò di te in riva al mare,

scriverò i miei pensieri sulla sabbia,

ma il vento li spazzerà in alto.

Le nuvole con la pioggia

li riconsegneranno a me.

Parlerò di te al mio cuore,

il mio punto fermo,

avranno il sigillo reale di felicità,

consacrato per l’eternità.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Parlerò di te” di Adriana Nisticò

 

Profondamente semplice e di speranza, la parola della Nisticò cerca di custodire con la parola l’oggetto amato, tenta i luoghi del divenire e i luoghi dell’essere, fino a trovare nell’amore il punto di sintesi dell’essere e del divenire, dell’eternità e del tempo, dell’inconscio e della coscienza, dello spirito e della materia al senso: il cuore è il segno per eccellenza, che apre e chiude, compie, perfeziona, suggella la tensione del desiderio all’oggetto del desiderio stesso.