Agata De Nuccio

Abbracci poetici nei giorni sospesi

Parliamo con gli occhi

ci siamo scambiati sguardi

con gli occhi asciutti e la lingua legata

dietro maschere come fantasmi,

abbiamo riconosciuto la stessa goccia

che ha generato la fiamma

se il tuo cuore tocca il mio ci capiremo

non sarà difficile ritrovarsi,

ho visto la sofferenza

bussare di uscio in uscio, e l'anima

strisciare per terra come un insetto

ci salverà la primavera con il suo parlare

ora, scrive parole d'amore

rivelando piastrine luminose

e siamo salvi.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Abbracci poetici nei giorni sospesi” di Agata De Nuccio

 

Dolorosa e fidente al contempo la parola della De Nuccio invita al riconoscimento mutuale oltre le alienanti apparenze di estraneità, parla alla radice archetipica e identitaria dell’uomo: le emozioni universali del cuore. La poetessa invoca il senso della sofferenza, che il tempo ciclico rifluente dona nella primavera della poesia. La parola poetica supera, attraverso la sinestesia, ogni scissione e distanza sensoriale, commuove, lenisce e cura l’umana ferita più regressiva e feroce: la siccitosa solitudine del disconoscimento.

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