Aldo Ronchin

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Il discobolo del mare” di Aldo Ronchin

 

Il discobolo emotivo del Ronchin, ben oltre dall’essere imitazione del classico simbolo d’equilibrio e tensione fisica, che precede il gesto del lancio, è ricetto del massimo ascolto, che precede la liberazione emozionale. Un ascolto archetipico offre l’artista, tanto da sfiorare un piede d’angue a monito del pericolo di un passo dal movimento agito, non agente da soggetto. La dimensione panica, del plesso solare della scultura, è il luogo di nascita dell’emozione diretta inconscia, che articola successivamente espressione tonica e pensiero, esso stesso orecchio della storia espressiva, che traduce l’emozione in gesto, in suono, in parola.

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