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Alessio Santinon

Alessio Santinon, Zeit.jpg

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Zeit” di Alessio Santinon

 

I glaciali paesaggi digitali del Santinon sono l’arduo respiro labirintico del Winterreise (viaggio d’inverno) del Wanderer (viandante) schubertiano, un intaglio di possibile audacia disperata, nella morsa dell’algore della solitudine, lontano dal focolare delle certezze, all’inconscio e al rischio di morte.  L’artista sfida l’inverno interiore e trascrive, entro i luoghi anatomici di una spazialità dinamica, la fenomenologia della volontà di chi nasce e muore straniero a se stesso, poiché non possiede il tempo. Unico balsamo della transitorietà è il segno, catrame della memoria, relitto arso della scintilla ignea della vita.

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