Alin Marius Buzatu

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Il riscaldamento globale” di Alin Marius Buzatu

 

I pigmenti naturali del Buzatu ergono solide geometrie multiprospettiche a denuncia del labirintico e vertiginoso incremento dell’attività industriale, che occupa e incombe su ogni prospettiva dell’uomo odierno. Per l’armonia dell’elemento naturale e per la vita animale ed umana è sempre più ardua l’inscrizione nella degenerazione dell’ambiente, che dissecca un mondo separato in pezzi. Lo scompaginamento dell’equilibrio attende l’accordo della volontà, che ricomponga nell’unità dell’armonia alla natura i frammenti casuali del progresso, per necessità di futuro.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “La rinascita” di Alin Marius Buzatu

 

Il naturalismo dei colori del Buzatu ricerca la dimensione primaria ed elementare di appartenenza dell’uomo al grembo terrestre materno. L’artista ricorda all’uomo la sua profonda costituzione acquea inconscia, per una rivoluzionaria reinversione del movimento evoluzionistico alienante: è richiamato al ritorno regressivo alla provenienza originaria, in un abissale ricetto di condivisa continuità anonima e plurale, perché la forma identitaria riemerga nascente all’etica di una verità coessenziale al tutto.

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