Andrea Foschi (Pietro Alfieri)

MONOMANIA INDOTTA

Avevo un picchio che mi picchiava sulla testa
– è morto.
Ora ho un picchio che mi picchia nella testa
e una cappa di sconforto dentro un occhio.

Chi chiede d’aver qualcuno
invece ha qualcos’altro, magari una carrozza
un cocchio, o un vecchio secchio,
una macchia chiara in fondo all’altro occhio
o quel picchio che dentro il cranio
picchia
picchia

Chi mi chiama non sa più come mi chiamo
e ho un chiostro di domande dentro al cuore.

 

Critica in semiotica estetica della Poesia “Monomania indotta” di Andrea Foschi
in Arte Pietro Alfieri

 

Allitterante, la parola del Foschi, in Arte Pietro Alfieri, fra proiezioni e introiezioni, condensazioni e spostamenti per associazioni libere, invita a lasciare la dimensione cosciente attraverso l’immaginazione stereotipica, in una coreografia archetipica del concentrico pulsante. È una regressione indotta per fuggire dalla morsa di prigionia del nome, dal mascheramento del ruolo sociale, dal luogo dell’aspettativa legiferante che impone un dover essere adattivo, a mutire la risposta, a ritrovare le plurali domande di verità del volto del sentire, che dietro la rappresentazione si cela.