Angelo Salvatori

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Senza titolo” di Angelo Salvatori

 

Il dinamismo pittorico del Salvatori supera le forme oggettuali, per il protagonismo del movimento stesso. La forma è mera apparenza fenomenica e la verità umana si coglie tutta lungo l’inarrestabile divenire metamorfico dei passaggi formali: verità è quell’equilibrio instabile, che l’occhio cattura fra la luce dell’emersione e l’ombra della latenza vanificante, nella sinestesia degli echi vibranti delle frequenze

dello spettro cromatico, accese dal sentimento delle sequenze correnti di una vita, tanto fuggevole quanto preziosa.

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