Annapaola Rescigno

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Leggerezza dell’essere” di Annapaola Rescigno

 

Lo sguardo fotografico della Rescigno sovverte i confini e le fattezze quotidiane della realtà, che si abbeverano allo slancio inconscio delle ombre, scossi al debordare dei contenuti viscerali, veicolati dalla potenza espressiva del colore pittorico e dei suoi echi avanzanti, oltre l’aspetto. Il corpo si spoglia del peso gravitale dell’apparenza in forma statica, per la rivoluzione del movimento emotivo, che tutto l’interiore rende esternato e visibile all’occhio. È uno stile meravigliato e meravigliante, che scuce d’impatto il segreto risvolto della pelle emozionale e da una semplice volontà sognante, che libera la necessità, sospinge la filogenesi di un’evoluzione sensomotoria all’ascendenza del volo del possibile.

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