Antonella De Rose (Athos M. Cortis)

Anime sospese

Nella notte tra le luci della città

un riflesso nella vetrina,

il mio corpo, il tuo volto

sembianze irreali di spettri di luce,

assordante assenza di te.

Anima cavalcante lo spazio e il tempo,

fluttuante insieme di emozioni e di pensieri,

alla ricerca di un amore lontano ed ignoto,

ma esso stesso essenza di eternità.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Anime sospese” di Antonella De Rose (Athos M. Cortis)

 

Semplice la parola della De Rose è sguardo di presente, desiderio, mimesi, presenza di un’assenza. L’identità è tensione e mancanza ad essere, distanza, differenza, segno, maschera, espressione, figura intenzionale in transito, per la dimora inconoscibile all’oggetto d’amore: anelito che aggetta per un senso. Solo la sinestesia dei sensi presentifica l’assente e rifonde l’alterità in un sé totale: si vive per un amore che salvi dalla finitudine.

© 2018 by Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea

created by Antonino Bumbica