Antonietta Nori

Verso il tuo confine

Ti ha portato a me l'ebbrezza del mare.

Quanti anni dovrà durare la dolceamara intesa

di due sguardi che si cercano nel vento.

Quante voci giungeranno mute e perpetue al tuo candore

Quanti voli dovrò spiccare per catturare il tuo cielo

Se io avessi una leggenda

Scriverei che questo tempo ci appartiene da sempre.

Ma il tempo ci dona, e poi

Saccheggia il nostro domani.

Dimmi tu, che sei nell'aria e nel mio naufragio,

Vuoi che il mio scoglio ti accolga,

O vuoi approdare verso il tuo continente?

Morire è niente, il perderti è tutto...

Critica in Semiotica Estetica della Poesia “Verso il tuo confine” di Antonietta Nori

 

Delicato ed epistolare, il verso della Nori s’innatura alle forze elementari dell’aria, dell’acqua, del fuoco e della terra; non teme la morte del principio individuationis, semplice soglia per un nuovo essere trasfigurato in abbraccio al mondo, perché il desiderio individuale si alimenti e si risolva in una catarsi cosmogonica. Il rituale ontico apre, oltre lo spazio e il tempo, i confini delle cose, per ricucire con amore ogni distanza e differenza.

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