Antonietta Pignatelli Palladino

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Casteldelmonte” di Antonietta Pignatelli Palladino

 

La proiezione architettonica della Pignatelli Palladino configura l’archetipo concentrico di una cosmogonia e di un’ontogenesi universale dell’uomo, al di là delle differenze culturali. La struttura ottagonale del castello federiciano abita il simbolismo mediano di una dialettica fra terra e cielo, materia e spirito, fra quadrato e cerchio: è la tensione battesimale alla verità. E più ancora il sacrificio eclissale della luna, della dimensione riflessa e seconda della luce, approssima all’alchimia di un sentimento inconscio, che corona di un superamento della finitudine e di una rinascita escatologica partecipante alla dimensione d’infinito.

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