Barbara Galassi

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Critica in semiotica estetica dell’Opera “Alzheimer” di Barbara Galassi

 

Dalla radicante profonda prevalenza della dimensione inconscia dell’Alzheimer, dall’attecchente passo ctonio irreversibile, una struggente tensione al fiorire della memoria rappresenta sensibilmente la Galassi. L’artista trova la percezione dei sensi quale cura alla presenza, per l’azione reificante e inalienabile della sinestesia, che è la luce del ricordo, del riaccordo al mondo. Il più stretto degli abbracci identitari è il chiasmo del sentire, che mutualmente chiede riconoscimento, da indistinto intreccio d’amore, a rifiorire il rosa dell’affetto e l’oro della meraviglia, della dedizione e della riconoscenza.