Bruno Roberto Greco

Cieli azzurri

Quando il freddo vento

raggiungerà anche i miei pensieri,

allora il gelo cristallizzerà

le delicate rose sbocciate nel mio cuore!

Si sbricioleranno i rossi petali

ed i frammenti cadranno,

come esauste lacrime di sangue,

a ricoprire i sogni oramai disillusi.

Non ti mancherà mai il mio abbraccio,

ma forse il calore in esso contenuto.

Tu abbracciami, abbracciami pure,

mentre la mia mente oltrepassa

l’invalicabile linea dell’infinito

e si perde solitaria nei vasti cieli azzurri.

Porterò come me la tua essenza,

la fragranza del tuo profumo

e la speranza di una nuova condivisa alba.

Cercami ancora, se puoi,

prova ad entrare nel mio cuore,

apri una breccia nei miei pensieri,

per evitare che di te

rimanga in me, per sempre, solo

l’indelebile ricordo di un dolce amore.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Cieli azzurri” di Bruno Roberto Greco

 

La parola fresca e visiva del Greco dipinge il movimento dell’amore, che è superamento e trasfigurazione di sé e della prospettiva del mondo, oltre l’orizzonte, alla consustanziazione al respiro aereo e celeste della natura. Il poeta vince così la caducità del sentimento terreno, nell’eterno ritorno della rigenerazione elementare, nella rinascita al divenire eterno delle stagioni.

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