Bruno Roberto Greco

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Con i colori di un sogno” di Bruno Roberto Greco

 

L’arsa pennellata onirica del Greco fonde l’infinitesimale e l’infinito. L’ordine rituale della finitudine

e della disillusione presentifica ogni assenza, alla sinestesia dei sensi nella memoria, lontano dalla coscienza del mezzogiorno, alla rêverie delle ombre lunghe della sera, quando più viva punge la nostalgia. Qualora l’uomo pacificamente accetti la sua dimensione di orizzontalità terrena, lì, nella coinonia

alla natura, ove ogni morte è corrente rinascita, la sua stessa finita immanenza si trascende,

al sentimento infinito del cuore.

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