Carlo Damaggio

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Almerina” di Carlo Damaggio

 

Luci ed ombre della pellicola del Damaggio serbano preziosa la fuggevolezza dell’istante. È l’istante d’intima e muta gioia delicata che vive, subito morendo nel movimento dialettico, fra il paradosso del non senso e l’illusione d’infinito: è l’azione poietica dell’arte. Il connubio di chiarore ed oscurità riaccende in cerchio la vertigine della giostra dei possibili ed è nube, o anche solo panna montata, l’unico soffio della gioia cieca di una candela, nell’umano rimando ad essere del desiderio.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Portobello” di Carlo Damaggio

 

La kìnesis dell’istante fotografico del Damaggio cattura il luogo dove nasce la prima atmosfera multiculturale del territorio londinese e ricorda che l’essere umano è una relazione, un’occasione, un transito, un attraversamento, un naufragio di saperi, un circolo di interpretazioni, un’essenza seconda da oltrepassare, una verità in errore: un segno che ad altro rimanda, in ricordo e in riaccordo. Si è pura tensione e distanza e tutto ciò che unisce la nostra mancanza ad essere ad una provenienza e ad una destinazione non è che il viaggio dell’identità: la meraviglia inesauribile di tutta la differenza.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Donna” di Carlo Damaggio

 

Il frammento fotografico della Nairobi anni 90 del Damaggio rispecchia la coercizione dello

stato identitario ad una successione di istanti, d’io successivi psicologicamente ed

emotivamente estranei fra loro e privati della continuità della memoria. Se la cornice

di aspettativa sociale è debole, l’assenza di riferimento ingenera incapacità di dialogo

e d’equilibrio nella destrutturazione dell’identità: non c’è progetto, non c’è desiderio; regna

il conflitto e l’atto efferato è pericolosamente vissuto come rivendicazione identitaria nel

bisogno. L’artista ricorda che l’uomo è tanto sostanza quanto relazione e resta tutta da vivere

una possibilità di riconoscimento mutuale con la differenza, la possibilità aperta

di riraccontarsi vicendevolmente

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