Cinzia Della Ciana

Ritto

Ritto. Non sai quanto sia

difficile da seduto

e il controluce scivola

nel passo della ruota

che furtivo lasci

mentre azzardi tratti brevi e zoppi.

Ora mi è chiaro.

Ti issi in quel tuo sguardo

veste tra parentesi di pelli

lati obliqui di trapezio

il teatro celeste dei tuoi occhi.

Parli con voce pettinata

grata d'essere ancora viva

stupita di ogni sapore

vigore di una vita appesa

che ha capito

che anche se è finita

è un miracolo l'attesa.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Ritto” di Cinzia Della Ciana

 

La parola intagliata e adamantina di Della Ciana emerge dal profondo a celebrare il breve e claudicante transito segnico umano di vita, significato e avvalorato nello sguardo alla differenza. È amore per la vita il teatro dell’atto quotidiano che rappresenta, non possiede la verità, la tensione dell’attesa stessa, insoddisfatta. Il cammino umano di finitudine è reso soprannaturale e infinito dalla volontà del desiderio di essere, dalla gratitudine, dai sensi, dalla meraviglia estatica nel divenire.

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