Cinzia Manetti

Sarò alito di vento

Sarò alito di vento nella luce del mattino,
che accarezza lieve le pieghe dell’anima,
quando miri quieto e immobile l’orizzonte.
Tu mi sentirai.

Sarò nelle onde che s’infrangono negli antichi graniti,
Là dove respirammo assieme l'aurea infinita del mare,
nei lunghi silenzi dispersi negli ampi cieli azzurri,
Tu mi sentirai.

Vivrò ancora nelle pietre color miele,
conficcate nella cruda terra,
sarò turgida, viva, senza limiti e confini.
Tu mi sentirai.

Non ricordarmi tra inanimate e pallide pareti,
nei meandri di dolore accecanti,
nei letti vuoti e freddi, senza forza né fiato
Non sono lì.

Tra orizzonti desolati,
impermanenti e senza futuro,
nelle strade che raccolgono i passi stanchi.
Non sono lì.

Cercami nel calore che riscalda mani sincere,
nell’onda di sorrisi di genti, fiere e umili,
che incontrerai lungo il tuo viaggio.
Io per sempre sarò lì.

Sarò Amore e nuova Luce nel Cuore.
Abiterò in te, in ogni sorriso,
nelle orme d'Amore che diffonderai.

Sarò alito di vento
e luce diffusa del mattino
che adesso e per sempre in te vivrà.
Luce infinita, oltre Noi.

 

Critica in semiotica estetica della Poesia “Sarò alito di vento” di Cinzia Manetti

 

Aerea ed epiforica, la parola della Manetti lentamente solve la finitudine della materia nella carezza sottile di un afflato vitale primigenio. La poetessa infonde ogni cosa dell’alito divino dell’anima del mondo, pneuma cosmico che abita ogni corpo individuale, finanche inorganico e la cui presenza è tradotta dall’entusiasmo, letteralmente dalla pienezza insufflata del dio dell’ispirazione poetica e dal significato di ogni gesto d’amore.