Claudio Torino

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Critica in semiotica estetica dell’Opera “Sensualità e Sessualità” di Claudio Torino

 

I dedalici labirinti del Torino sono flussi lineari che legano sensorialmente il corpo femminile all’architettura edile. L’irradiazione melodica è libera apertura dell’identità all’alterità, in un rito dionisiaco di rottura del confine, della norma e della definizione adusa e cosciente, per un sentire anonimo, plurale e pulsionale inconscio. È l’eros dei sensi in sinestesia il luogo di verità in un processo di sublimazione alla conoscenza: l’estasi è catarsi all’indistinzione di un unico essere. L’investimento psicofisico e creativo dello spazio è ricerca della sutura della distinzione delle identità e delle cose, per l’eden primario dell’infinito di sé nel continuum all’ambiente e all’alterità, tutta da abitare.