Daniela Delle Fratte

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Ribellione” di Daniela Delle Fratte

 

La viscerale potenza elementare che scaturisce dagli acrilici di Delle Fratte denuncia la finitudine della norma sovrana dell’identità cosciente, superata dall’atto di ribellione del rovescio inconscio. L’aspetto diveniente dell’essersi mantiene un indice di estraneità a se stessi (Unheimliche freudiano), che salva

dal perdersi. L’emersione magmatica inconscia infrange la solidità chiusa e autogarante del pensiero: l’io non è padrone in casa propria, abitato da qualcosa che gli è altro. Qualsiasi tentativo in funzione scotomizzante comporta l’eruzione del rimosso e la sollevazione violenta contro l’autorità stabilita.

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