Eidenai Morlando

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Ofelia’s dream” di Eidenai Morlando

 

Gli acrilici della Morlando trascinano alla rêverie materiale e profonda dell’elemento acqueo, al luogo archetipico che apre il potere dell’immaginazione e la primaria continuità affrancata dello psichismo al

mondo. È il bachelardiano magnetismo “ofelizzatore” che, dalla dualità in tensione del rispecchiamento, sospinge all’acquiescenza e all’atonia del desiderio, nella fusione dell’uno alle ombre riflesse, per vedere l’instante, per saperlo: è il richiamo sirenico al ritorno all’inorganico nel grembo naturale delle acque, da cui tutto proviene, a cui tutto ritorna. Il complesso di Ofelia è naturale dissoluzione in appartenenza alla totalità, in una mallarmeiana “gioia intatta sotto il disastro”, che volge alla continuità inarrestabile

della vita tutta.

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