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Ela Iakab

Gli elementi e la matrice del mondo

Sapevo dal rotolo antico

dove sono i crocevia invisibili

che portano al monte dell’aldilà.

 

Camminavo e camminavo scalza

sulla via senza fine,

aspettando un segno, un fulgore.

 

Tanto bianche erano la polvere

e le pietre dell’ultimo crocevia.

 

Sono crollata a terra,

in questa purezza proibita

all’uomo.

 

La mia anima, con tutte le sue sfere

ti stava chiamando mentre

lottava con la morte del corpo sconfitto.

 

Sarebbe stato impossibile

non trovarmi.

 

Suonavano la montagna e il tempio

gli elementi e la matrice del mondo.

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Stihiile ÅŸi matca lumii

 

Ştiam din pergamentul străvechi

unde sunt răspântiile invizibile

care duc în muntele de dincolo.

 

Mergeam ÅŸi mergeam

desculţă

pe drumul nesfârÅŸirii.

 

Atât de albe erau

pulberea ÅŸi pietrele

din ultima răspântie.

 

M-am prăbuÅŸit la pământ,

în această puritate

interzisă omului.

 

Sufletul meu lupta

cu trupul înfrânt.

 

Era imposibil

să nu mă găseşti!

 

Sunau muntele ÅŸi templul,

stihiile ÅŸi matca lumii.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Gli elementi e la matrice del mondo” di Ela Iakab

 

La parola alchemica della Iakab è un viaggio di reintegrazione al grembo elementare e terrestre e di trasmutazione della materia in spirito di conoscenza. Il crocevia è luogo mediano e transizionale, in qualità di axis mundi, asse del mondo, che raccorda il duale, il tempo all’eternità, la gravità della terra all’elevazione del cielo. Il bianco è albedo, la sintesi degli opposti nel movimento risorgente dell’umano alla deità. È il luogo armonico di unità che rinasce la totalità.

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