Elena Ana Boata

Antico borgo

Antico borgo,

fatto di pietre color argento,

carico di storia,

di secolari fatiche e bellezza,

dai vicoli stretti e i vasi fioriti,

sul pendio te ne stai della montagna,

tra le cime rocciose

e la verde foresta.

Saggio, da lassù t’affacci

sopra l’ampia vallata

che il fiume attraversa.

Il tuo sguardo

alla lontana città arriva

e, finanche, nei giorni sereni,

alla linea azzurra del mare.

Di sera t’accendi

con mille fiammelle tremanti.

Un ponte tu sei

fra la terra e le stelle,

tra il quotidiano vivere

e la visione d’eterno. 

Critica in semiotica estetica della Poesia “Antico borgo” di Elena Ana Boata

 

Venerante e segreta, la parola della Boata aderge il saldo asilo del borgo nella sua sacralità, sapienza e verticalità, in qualità di axis mundi, asse del mondo, che raccorda la gravità della pietra e il luogo panico del labirinto terrestre all’elevazione del cielo. L’immanenza quotidiana non è statica, ma trova un passaggio attivo, una transizione ignea, lo slancio fremente di una sublimante trascendenza al tempo aionico.