Erich Kovar

Erich Kovar, Endlos.JPG

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Endlos” di Erich Kovar

 

Il simbolismo del Kovar configura la prigionia nevrotica nella gabbia dorata della coscienza, per un processo apotropaico di allontanamento dalla paura inconscia del contagio. È un meccanismo umano di difesa nella scotomizzazione del luogo inconoscibile dell’inconscio, fonte di angoscia psicotica. Eppure, la solitudine della coscienza è monadica e mendace, tenta un adattamento degenerante e illusoriamente salvifico, nella spirale di moltiplicazione continua, ossessiva, compulsiva, di nevrotici e sterili pensieri inarrestabili, di allontanamento, di sottrazione.

Criticism in semiotic aesthetic method of the artwork "Endlos (Without end)" by Erich Kovar

 

Kovar’s symbolism configures neurotic imprisonment in a golden cage of consciousness, through an apotropaic process of detaching from the unconscious fear of contagion. It is a human defense mechanism in the scotomization of the unknowable sphere of the unconscious, a source of psychotic anxiety. Yet, the solitude of consciousness is monadic and mendacious; it attempts a degenerative and illusory redemptive adaptation in the spiral of continuous multiplication, both obsessive and compulsive, of neurotic, sterile, unrelenting thoughts, of distancing, of subtraction.

Prof. Tony Brophy’s translation