Fiorella Manzini

Fiorella Manzini, L'oro del salice.jpg

Critica in semiotica estetica dell’Opera “L'oro del salice” di Fiorella Manzini

 

La figurazione aperta e profondamente materica della Manzini sospinge ad una ricerca in sottrazione, autunno della dimensione segnica, che approssimi alla costituzione elementare della totalità coappartenente di umanità e di mondo. Il simbolismo naturale è luogo rituale di sofferenza e di morte della forma, per la sua rigenerazione sapienziale, così il salice alchemico trasfigura, trascende e individua l’umano dolore acqueo in aurea e animistica scintilla divina.