Francesca Balacco

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Dopo il temporale” di Francesca Balacco

 

I poetici drappeggi di cielo interiore della Balacco sfogliano la luce e il tempo, a separare e ad armonizzare gli istanti. È la creazione di un mantice di cromie sonore, a insufflare e ad accendere le correnti aeree, come dinamiche del desiderio, che estende ampie le note di luce al connubio degli opposti e complementari: dalla latenza inconscia dei viola, ai gialli dorati della sapienza cosciente. Il supporto stesso dell'anima, nell’abbraccio indifferenziato al cielo, offre lampi e plessi sanguigni come i segni vitali del passaggio dell’essere.

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