Francesco De Cristofaro

Francesco De Cristofaro, Che vinca il mi

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Che vinca il migliore” di Francesco De Cristofaro

 

La veduta stratigrafica del De Cristofaro dilata, accelera e accentua le dimensioni di spazio- tempo-intensità, a tracciare la cinesi del percorso di eternità della vita, che iscrive la natura nell’istante eterno e ineffabile della vita indeclinabile, ignara di parola, tendendo all’evento atopico e acronico dell’immemoriale. Il vivere diretto ed eventuale è un’unità indistinta; al contrario la parola siede, arresta

la vita eterna. Eppure nulla può la finitudine del sapere, sull’infinità dell’azione vivente e onnipresente nel continuum al mondo: il corpo del mondo è il supporto eterno di ogni forma.