Francesco Faraudo

Quella piccola onda

Come un tenue battito di vita,

di questo mare che sussulta

placido.

Ascolto il sussurro,

ascolto questo cuore che scrive e cancella

instancabile

sulla rena,

che porta ricordi lontani,

quei gesti, quei volti, quelle speranze

svanite.

Adesso riaffiorano e si siedono al mio fianco,

mentre li guardo giocar tra le onde

e scrivere parole sulla rena

che questa piccola onda attraversa.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Quella piccola onda” di Francesco Faraudo

 

Nostalgica, la parola del Faraudo racconta l’uomo mai di fronte e sempre attraverso, letteralmente a volgersi al di là. La parola rappresenta in epoché, nella riduzione posta in essere dallo sguardo, che, come onda sulla riva, concilia e intercede il mare, il mondo naturale della vita. Si vive attraverso le parole, battito d’esistenza, rituale di ripetizione analogica in divenire per la continuità vitale, che si fa desiderio, in una messa in scena che presentifica l’assente, il rimando all’oggetto del vivere.