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GALLERIA DI OPERE IN POESIA E ARTE CONTEMPORANEA
con Critiche in Semiotica Estetica di Fulvia Minetti
Francesco Faraudo
Quella piccola onda
Come un tenue battito di vita,
di questo mare che sussulta
placido.
Ascolto il sussurro,
ascolto questo cuore che scrive e cancella
instancabile
sulla rena,
che porta ricordi lontani,
quei gesti, quei volti, quelle speranze
svanite.
Adesso riaffiorano e si siedono al mio fianco,
mentre li guardo giocar tra le onde
e scrivere parole sulla rena
che questa piccola onda attraversa.
Critica in semiotica estetica della Poesia “Quella piccola onda” di Francesco Faraudo
Nostalgica, la parola del Faraudo racconta l’uomo mai di fronte e sempre attraverso, letteralmente a volgersi al di là. La parola rappresenta in epoché, nella riduzione posta in essere dallo sguardo, che, come onda sulla riva, concilia e intercede il mare, il mondo naturale della vita. Si vive attraverso le parole, battito d’esistenza, rituale di ripetizione analogica in divenire per la continuità vitale, che si fa desiderio, in una messa in scena che presentifica l’assente, il rimando all’oggetto del vivere.
Nettuniano
Ad acque chete avvezzo,
malinconicamente solingo,
ai magici segreti educato,
da sveglio ricerco il sogno fugato.
Cammino nel mistero richiuso,
una brezza un anelito schiuso
al mistico e al sacro.
Di musica il mio corpo si veste,
celeste mare in astro specchiato.
Di blu il mio mantello,
nel freddo disegno che qui sulla terra il cielo pareggia l’oceano.
In cerchi si estende la mia armonia,
equilibrio immanente di illusione e fantasia.
Critica in semiotica estetica della Poesia “Nettuniano” di Francesco Faraudo
Come d’onda in rima ritornante, la parola del Faraudo è il luogo cosciente dell’illusione che ricerca la reintegrazione alla fantasia inconscia. È rappresentazione dell’uomo come luogo aggettivo, letteralmente aggettante sull’inconscio marino. È invito al viaggio, a superare la parola e la coscienza, per abbandono al mistero inconscio nella profondità impenetrabile, alla soggettività autentica del Sé, nell’armonia degli opposti e della totalità all’unità.