Francesco Maria Mazzamurro

Preghiera

Ah rondine
che vedo oggi
nidiare del faggio
sul più verde ramo
rendimi uguale…
che il mio volo
trovi riposo tra le foglie
che allo sferzar del vento
tremano sì, ma solo di gaudio
accarezzando nel posarsi
dolci la terra…
e fa ch’io senza dolore
dal tronco mi separi
alla ricerca di Te
come del sole!

Critica in semiotica estetica della Poesia “Preghiera” di Francesco Maria Mazzamurro

 

Aerea e invocante, la parola del Mazzamurro è cifra dell’impermanenza della vita transeunte. In divenire, l’uomo è essere in movimento instabile, precario, letteralmente ottenuto per preghiera. Così il vivere è il passaggio tremulo di un volo, che oscilla nell’incertezza dialettica fra materia e spirito, ma che arriva dal vento e al vento ritorna dell’anima, per il sole, per la coscienza assoluta, per la realizzazione al divino.