Francesco Vacirca

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Fila al supermercato nel tempo del coronavirus” di Francesco Vacirca

 

L’istante fotografico del Vacirca sospende l’infausto divenire temporale e, in un rituale apotropaico, cattura la riflessione della visione annunciata e plurale di morte, in una coraggiosa e perseica speranza di elaborazione, quasi a volerne rovesciare gli esiti fatali. L’artista denuncia la sottrazione identitaria che consegue alla rinuncia dei contatti con l’alterità e incoraggia l’emersione che integra l’ombra del rimosso inconscio alla luce della coscienza e la dialettica che supera l’opposizione di animus e anima, nel cammino individuativo alla saggezza conoscitiva del Sé.

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