Francesco Vattuone

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Donna in mare” di Francesco Vattuone

 

La rêverie ofelica degli oli del Vattuone conduce profondamente e regressivamente alla configurazione simbolica delle acque madri, al luogo archetipico di nascita e di morte, alla culla dell’inconscio. L’acqua è l’inarticolazione da cui tutto proviene, a cui tutto ritorna, madre elementare dell’accoglienza, del dissolvimento. La violenza della morte nell’acqua si arresta, l’acqua restituisce il corpo della donna alla continuità melodica della vita eterna: i capelli, le vesti, le curve tutte sono onde e quando il mare possiede la notte del cielo, la donna, salva, diviene la sua stella.

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