Gabriele Prignano

Visioni

Se tua voce non odo

tremo e fremo

e come nebbia

improvviso si disfa mondo mio

cielo scompare

e colori e luci non vedo

né profumo di seno tuo adorato

né voce

di cuore palpitante e amante.

Ma perché se ti allontani

rose e gigli muoiono?

perché le ginestre piangono

né più raccontano favole

aceri e orchidee?

Inafferrabile sorge

luminosa ombra

da dissodata terra

e acqua si fa e fonte

e schizzi di fuoco folle

e vento impazza

né ha più pace il mare

stizzito vomita pesci e coralli

e nelle mani del vento

adoranti corrono ai tuoi piedi

e muoiono

albatros e gabbiani

e scivola ombra

in arido suolo

si immerge e va.

Ma, amore,

sei forse tu l’ombra?

Sei tu l’ombra, dimmi?

Critica in semiotica estetica della Poesia “Visioni” di Gabriele Prignano

 

Roteanti i versi romantici del Prignano, il cui amore esonda la finitudine della forma dell’esistere e investe una cosmogonia. Unica ipotesi di vita del mondo è la presenza dell’amata, la disperazione ricrea dalle forze elementari un universo indignato e tramontante a misura di un’assenza, per l’elargente compensazione ultima della follia amorosa, che dalla potenza inconscia ingoia i sensi tutti in una illusoria verità di creato ricongiungimento al suo assoluto amore.

© 2018 by Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea

created by Antonino Bumbica