Gennaro Ceglia

Gennaro Ceglia, La linea bianca.jpg

Critica in semiotica estetica dell’Opera “La linea bianca” di Gennaro Ceglia

 

Di terra e di fuoco la pittorica del Ceglia cerca la sinestesia tattile dei corpi, come precipitati materici

di un’essenza ignea istintuale. La presa fisica sensoriale tuttavia non esaurisce l’oggetto, che declina

il raggiungimento nel rimando di un desiderio impossibile da soddisfare. Il gioco umano della presenza diretta implica sempre un’assenza costitutiva e l’artista soffre l’ineluttabile perdita dell’inconscia relazione originaria all’indistinzione, che sempre precede la scissione delle cose e la nascita della coscienza. 

Gennaro Ceglia, Munira - colei che sparg

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Munira - colei che sparge luce” di Gennaro Ceglia

 

La viva presenza materica della figurazione sostanziale del Ceglia concentra nella donna il suo pensiero unitario di universo, tutto in un punto, nel luogo originario in cui tutte le distanze sono nulle. È terra primaria da cui sbocca lo scorrere sorgente di vita, l’istante primo e sempiterno di singolarità raccolta da cui cade il tempo, la buia somma fertile dei colori opposti e complementari da cui la luce solleva: è l’inconscio folle e ineffabile che in sé contiene, in unico abbraccio, ogni possibile via di sviluppo della coscienza.