Gennaro Ceglia

Critica in semiotica estetica dell’Opera “La linea bianca” di Gennaro Ceglia

 

Di terra e di fuoco la pittorica del Ceglia cerca la sinestesia tattile dei corpi, come precipitati materici

di un’essenza ignea istintuale. La presa fisica sensoriale tuttavia non esaurisce l’oggetto, che declina

il raggiungimento nel rimando di un desiderio impossibile da soddisfare. Il gioco umano della presenza diretta implica sempre un’assenza costitutiva e l’artista soffre l’ineluttabile perdita dell’inconscia relazione originaria all’indistinzione, che sempre precede la scissione delle cose e la nascita della coscienza. 

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