Gerardo Genovese

Il giardino dei sognatori

Giunchi tra loro in suono

Perpetuano il Tempo del Dare

ninfee d’acqua dolce

Il Magistero dell’arpa in lode.

Vibra la corda dell’anima

artificio Ancestrale dell’io

che illumina il cerchio della Nascita,

l’origine del Verbo

l’Essenza pura.

Trasbordano pensieri Elettivi

di regolate note sinergiche

plauso conduce al Dominio

il ritmo plasma il Lago

e le Parole confinano le sponde

del nostro Viaggiare.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Il giardino dei sognatori” di Gerardo Genovese

 

Densissimo di figure archetipiche è il poetare del Genovese, che sa fruire del suono che precede e nasce la parola. I sensi e la hybris del pensiero cercano il riattraversamento rituale della genesi, dalla propriocezione memoriale inconscia del contenimento primario del grembo materno, “il giardino dei sognatori”, alla prima scansione ritmica delle doglie espulsive, individuativa e prima metrica profonda di ogni dire, emergente il valore esistenziale di ogni incontro del compiacimento di sé ed altro.

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