Gerardo Iannacci

Occhi blu forse tuoi

Specchi che rinfrangono cieli convessi d’azzurro infinito,

specchi che riflettono increspature d’azzurro sopito.

 

Un mare che dorme,

un oceano che geme,

un mulinello concentrico di vita che freme.

 

Come laghi d’alta montagna si tingono d’un blu acceso, freddo:

Tonalità d’Inverno.

 

Un blu incantevole,

di una bellezza distante.

 

Ricorda l’Eterno.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Occhi blu forse tuoi” di Gerardo Iannacci

 

Dall’abbracciante chiasmo della visione, il movimento romantico di Iannacci cerca la sintesi che corrisponde il luogo dell’oggetto amato alla natura, immerge nell’immanenza della sinestesia dei sensi e della congiunzione degli opposti e al contempo supera i confini della materia, per anelito alla trascendenza spirituale del luogo amato alla memoria immemoriale dell’eternità. Questa Sehnsucht trasforma l’assenza in presenza viva, che i sensi reificano, per l’abbraccio del mondo. Il poeta proietta l’attesa sulla rivelazione di bellezza della natura, nel rituale di catarsi dal dubbio e dalla distanza.