Giuliano Giuliani

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Critica in semiotica estetica dell’Opera “La tahitienne” di Giuliano Giuliani

 

La pittura omaggiante del Giuliani si carica tuttavia di forza originale, da una pelle emozionale di mondo oltre il mondo, nell’onirismo dell’apparizione femminile, che sintetizza il candore primario e virgineo dell’innocente inconscietà della natura e il magnetismo esotico della seduzione. L’attrazione si accentua

nel taglio cieco dello sguardo, che tanto più non riconosce lo spettatore, quanto più ne solleva la bramosia, nel rimando. La declinazione degli occhi è cinto venereo, oggetto trasferale, che rilancia il desiderio all’oggetto d’amore, al gioco di vita eterna del soggetto, che è mai pago della verità,

nell’unione alla differenza.

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Critica in semiotica estetica dell’Opera “Al Café Del Mar” di Giuliano Giuliani

 

La rêverie dei luoghi femminili del Giuliani è svelamento del segreto originario di consustanziazione della donna alla natura. La nostalgia degli occhi solleva dalla contingenza della storia personale e abbraccia la malinconia universale dei tempi moderni, che hanno divelto il femminile da una connaturante continuità al corpo del mondo. Lo sguardo dell’artista riscopre l’armonia perduta della sintesi, oltre la nevrosi che scinde la coscienza dall’inconscio, a ritrovare il connubio archetipico, che vede la donna quale elemento primario inscindibile dal mare: meravigliosa perla del dolore cosmico di un eden perduto, da vivificare.