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Giuseppe Cocco

Critica in semiotica estetica dell’Opera “San Giovanni in Ottavo” di Giuseppe Cocco

 

Il bianco e nero della fotografia del Cocco invita al viaggio. Contrariamente a un’apparenza, l’oggetto della fotografia non è la partenza in treno; sono i filari i binari in trazione, carichi e impazienti e il viaggio dell’artista non è di traslazione nello spazio; è invece tutto nella profondità del gusto e dell’assaporamento del senso, distillato, di ciò che resta. Il paradosso della visione dell’artista potrebbe quasi suggerire la sostituzione con la chiesa, in qualità di vera locomotiva di una spiritualità umana, movimento possibile che nasce da una comune appartenenza ai valori della terra.

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