Giuseppina Caserta

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Palcoscenico” di Giuseppina Caserta

 

La scultorea essenzialità elegante della Caserta modula la forma sulla fluidità del movimento.

La rappresentazione della coscienza inscrive il soggetto nella luce dello sguardo sociale, nel rituale del mettersi in scena, in segno d’espressione, di desiderio all’oggetto, che dietro la luce della maschera si cela. È il divenire emergente in forma di ciò che sta dietro, come ancora da vedere: uomo è mediazione, riflessione sapienziale e fenomeno paradossale della vita, che avanza in figura e retrocede nella verità, perché la sostanza è un andirivieni, il luogo di variazione dell’apparire, fra parola e silenzio.

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