Grazyna Federico

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Estate” di Grazyna Federico

 

L’aere pittorico dell’opera della Federico è sinestesia sulla pelle: è il delicatissimo invito ad indossare una stagione. La materia concreta, fruttifera e festosa della terra, diviene subitaneo incantato avviluppo e sviluppo di sentori, di carezze, di profumi, di voli melodici del desiderio. La meteorologia interiore è fatta cielo estivo: carico, improvviso, cangiante piacere. L’artista apre una visione sensibile dell’invisibile all’occhio, che in un roteante di aulenze sapide getta alla danza rituale inarrestabile, fra terreno e sublime.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Notte di luna piena” di Grazyna Federico

 

L’onirismo pittorico della Federico omaggia il valore profondo della rappresentazione artistica, che lunare come Pandia riflette la luce prima e solare della verità. L’arte è un luogo franco di configurazione, un grembo gestante per la rinascita di sé e di mondo, che, per mezzo della sinestesia dei sensi, presentifica, oltre il dualismo della riflessione, l’approdo transitivo allo spazio di cielo circoscritto, contemplativo del chasma della verità di Ecate.

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