Grazyna Federico

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Estate” di Grazyna Federico

 

L’aere pittorico dell’opera della Federico è sinestesia sulla pelle: è il delicatissimo invito ad indossare una stagione. La materia concreta, fruttifera e festosa della terra, diviene subitaneo incantato avviluppo e sviluppo di sentori, di carezze, di profumi, di voli melodici del desiderio. La meteorologia interiore è fatta cielo estivo: carico, improvviso, cangiante piacere. L’artista apre una visione sensibile dell’invisibile all’occhio, che in un roteante di aulenze sapide getta alla danza rituale inarrestabile, fra terreno e sublime.

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