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Guido Coniglio

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Viaggi custoditi nella mente” di Guido Coniglio

 

L’immagine diretta del dolore della perdita, drappo di sangue sulla pelle, lascia la statua dell’uomo del Coniglio ferita nella volontà di vita, pur tuttavia il mare del dolore, mai silenzio, è già suono, segno in divenire che rinvia ad un oggetto, ad un significato nuovo, come terra d’approdo del viaggio interiore. Il divenire della significazione è combinazione e ricombinazione di elementi identitari e direzionamento, mai ultimo ma vitale, dalla notte dell’inconscio, verso l’alba della coscienza.

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