Imma Villani

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Critica in semiotica estetica dell’Opera “L'Infinito” di Imma Villani

 

Il cromatismo materico della Villani è viva sinestesia emotiva di un presente, come finestra dell’infinità in presenza del possibile. E l’infinito non è alla profondità che aggetta e delude lo sguardo per l’impossibilità di raggiungimento dell’oggetto, ma è al moto d’innumerevoli inizi di riflessione, alla libertà d’immaginazione che proietta al luogo franco e transizionale d’una finestra, fra sé e mondo e nella sintesi di entrambi, alla rêverie che rende in ogni istante fanciulli di se stessi, a ricominciarsi.