Ivan Lombardi

Gocce di pioggia

Vispe cadono le gocce

poi che si placano i tuoni.

Lieve si posano sui rovi

bruciati dal sole, piegati

dal vento e sui robusti

salici, contenti.

Un suono unisce la terra

all’universo, un pianto la vita

alla morte, mentre un sorriso

dipinge nel cielo l’orgoglioso

e atteso sereno.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Gocce di pioggia” di Ivan Lombardi

 

Semplice e connaturale, la parola del Lombardi apre la continuità sintetica dell’uomo al grembo della terra.  Il poeta affida la dimensione etica della ciclicità d’inconscio e di coscienza alle fasi naturali e al tempo circolare delle stagioni. Le gocce di pioggia si consustanziano alle rinnovate e commosse prospettive del vivere, a lenire l’arsura e il dolore della coscienza adusa, vinta e trascesa. Al suono che precede la parola è l’unità della totalità e la trasfigurazione della morte, al senso, nella vita.