Jessica Marangon

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Life is a breath” di Jessica Marangon

 

La grafica digitale della Marangon è risonanza e compenetrazione armonica di forme, che si succedono, mutevoli e transitorie, in qualità di espressioni fugaci di un unico essere. Il respiro è essenza costitutiva della vita, il movimento dell’energia, il senso che si riceve e si restituisce, nello scambio delle figure entro le quali l’uomo è chiamato a confermare l’esistenza. L’artista denuncia, nel desiderio di liberazione,

il delitto nefasto e funesto dell’uomo, che avvelena, con la casa del mondo, il proprio stesso essere.

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