Johanna Marie Schimming

Critica in semiotica estetica dell’Opera “071” di Johanna Marie Schimming

 

Il gesto pittorico della Schimming è liberazione catartica dell’energia emotiva, oltre la figurazione e al di là della sovrastruttura culturale, è flusso di vita, che lega la dimensione individuale a quella universale nell’elemento acqueo e naturale. La vita lascia la traccia musicale del suo scorrere, al divenire metamorfico inarrestabile, nello spazio, nel tempo, nell’intensa profondità di una carezza unificatrice. La libera eleganza di questo viaggio artistico in caduta verticale è un invito all’abbandono delle solide concrezioni del cosciente, dall’identità all’anonimia della relazione, all’estasi poietica dell’individuo che eccede di sé,

ad abitare la materia del mondo, a smarrirsi nell’ascolto dell’infinitesimale variazione della testura materica, per gestare la nascita delle emozioni dagli incontri sinestesici, a ritrovarsi ancora origine.

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