Karin Monschauer

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Spettacolo sulla strada di notte” di Karin Monschauer

 

Gli intagli geometrici della policromatica arte digitale della Monschauer sono la ricerca insaziabile delle infinite possibilità della messa in forma della realtà, nella rappresentazione. Il fenomeno è maschera teatrale, è luce lunare e seconda, fenditura che tuttavia suggerisce e disvela nel movimento la verità, che appare, nella cinesi fuggevole e adamantina dell’istante, per subito svanire in nuove ricombinazioni di forma. Ogni figura sussegue in un continuo superamento, per imprimere al divenire inarrestabile del gioco cosmogonico il carattere dell’essere.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Movimento” di Karin Monschauer

 

Le geometrie grafiche della Monschauer sono intagli di frequenze cromatiche luminose, giochi prospettici di scissione e ricomposizione inesauribile della materia visiva, movimento che armonizza le dimensioni opposte: quella scalena e imperfetta dell’istante e quella complessiva e ineffabile dell’eterno.

Così, la geometria del dovere del rettile nietzscheano, dalle squame scintillanti dei valori millenari, si rompe, a creare liberi valori nuovi, con l’innocenza e l’oblio del fanciullo che crea, con una ruota ruotante da sola, il nuovo inizio. È il gioco della creazione di un mondo che sia proprio.

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