Letizia Caiazzo

Sassi consumati

Sassi consumati

dalle onde del mare

parole martoriate

dallo scorrere del tempo

 

Lo sciabordio

un canto lontano

d’un incanto sfinito

 

La schiuma è bianca

il sogno riappare

Il luccichio danza

gli occhi brillano ancora.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Sassi consumati” di Letizia Caiazzo

 

Dondolante, la parola della Caiazzo danza nel rituale dell’eterno ritorno, per la rinascita della conoscenza. La poetessa lascia morire le certezze aduse nel descensus all’inconscio. E la parola ripete la vita in un accentus, letteralmente nel movimento del canto: il capo reciso di Orfeo non cessa di cantare e la tragedia dell’esistenza è già albedo di un riconoscimento, trasfigurazione musicale della morte nella vita aurorale, che apre le nuove porte prospettiche del giorno.