Lino Caputa

Nostalgia

Nostalgia, ricordi del passato

Pensieri indimenticabili, sfuggevoli

Scorrono veloci nella mente

Nel sentimento, nell’animo

A volte con rimpianto

A volte melanconici

Nostalgia del tempo trascorso

Momenti tristi e gioiosi

Dell’esistenza terrena

Vedo osservo la natura

Si veste rigogliosa, si spoglia

Senza rimpianti, si ripete nel tempo

Nostalgia del tempo passato

Non torna più

Ti assorbe, ti opprime, ti stimola

Ad amare, apprezzare il presente

Critica in semiotica estetica della Poesia “Nostalgia” di Lino Caputa

 

D’estensione effimera, fugace, la parola del Caputa accarezza la finitudine e la differenza etologica fra l’umana coscienza della morte e il continuo sussistere atarassico eternamente accadente dell’inconscio vivere naturale. Il luogo di morte è il luogo stesso della rinascita in natura, grembo di perpetuazione relazionale, che vince la caduca distinzione delle cose. L’umano è imputato alla vacuità ineludibile della mancanza: il passato è perduto, l’uomo è memoria e costruzione di senso, che avvalora il presente al paradosso di un’assenza, poiché solo la maternità della memoria dà vita filiale al presente.